SOLUZIONI AL PRECARIATO MILITARE- UNA PROPOSTA DA CONDIVIDERE

                                                    

 

PRECARIATO MILITARE, PERSONALE MILITARE DELL’AUSILIARIA

E IN QUIESCENZA NELLE FORZE DI POLIZIA

INSIEME IN MARCIA VERSO UN OBIETTIVO COMUNE:

AIUTARE IL PAESE ALL’ORDINE, ALLA LEGALITA’ ALLA SICUREZZA!

Ordine , legalità sicurezza ma non solo. Anche efficienza. Se è vero che da un lato le risorse formate di personale militare precario languiscono senza essere impiegate nei settori in cui il Paese ha bisogno urgente di intervento, dall’altro, personale dell’ausiliaria ancora in età da impiego è lasciato inutilizzato senza che per l’amministrazione difesa venga esercitata l’opzione di utilizzo. Cosi anche per le forze di polizia che mandano in quiescenza personale ancora in grado di dare una serie di esperienze e di laboriosità importanti per la lotta diffusa alla illegalità e al crimine. Nessuno dice che un professore universitario, un primario medico , professionisti dei vari comparti continuano egregiamente ad operare anche fino a 75 anni e qualcuno li passa senza dare segni di cedimento. Se la salute c’è ben venga allora l’impiego utile di tutto il personale in quiescenza in compiti che aiutino  a vivere meglio le nostre famiglie dentro le nostre città. Ma dove va impiegato tutto questo personale? Certamente dove ci sono carenze organiche e dove esistono situazioni di emergenza. Per esempio il personale delle FF.PP. a tutti i livelli, può essere impiegato per indagini, per sicurezza nelle scuole, per controlli territoriali, per verifiche amministrative, sanitarie ecc. aiutando a riprendere anche la strada dell’efficienza con un aumento dei servizi resi dallo Stato a costo =0 o pressappoco. Stessa cosi dicasi per il personale militare precario che con un breve aggiornamento può rientrare in servizio non solo per le esigenze proprie delle FFAA e FFPP ma anche con impiego flessibile e diversificato nei comparti della pubblica amministrazione dove sono più evidenti le carenze. Certamente sarà anche utile agevolare il personale che si dichiarerà disponibile al transito verso l’impiego civile dove sono richiesti compiti in cui lo status militare non è necessario , ma la formazione  militare sicuramente è un qualcosa in più che potrà giovare all’espletamento dei propri compiti a favore della collettività. Cosi, a esempio. si potranno vedere ufficiali dell’esercito diventare ispettori del lavoro ed essere impiegati nella sicurezza dei luoghi di lavoro, oppure rinforzare i controlli di sicurezza stradale, o dei beni culturali, o dell’ambiente, ufficiali di marina che svolgono indagini sull’immigrazione clandestina e sulla sorveglianza delle coste, sull’inquinamento marino, sui traffici di droga che spesso vengono dal mare, ufficiali dell’aeronautica svolgere servizio di controllo all’interno degli aeroporti civili, ufficiali dei carabinieri andare a snellire i carichi investigativi e di controllo territoriale, nonché velocizzare i percorsi della sicurezza nelle città. I  militari delle rispettive forze armate possono svolgere funzioni coadiuvanti relativamente ai compiti da eseguire in questi contesti.  Utile sarà valutare uno studio che concepisca la conciliazione delle esigenze di impiego flessibile del personale con le necessità del paese, attraverso il disegno di un servizio di guardia nazionale che assorba precariato militare , personale militare dell’ausiliaria e in quiescenza delle FFPP e quando necessario si serva anche del personale in congedo a mò di riserva. Servizio che si attiva sulle esigenze dei vari comparti dello Stato e per lo più assorbe un costo pubblico estremamente basso a fronte di una resa che oltre ad evitare costi per mancato intervento pubblico, rende servizi e risultati politico- sociali ed economici  che saranno apprezzati dalla cittadinanza e dall’apparato produttivo nazionale. [1](vedasi articolo)

Da questi punti di partenza si può pensare poi di costruire un nuovo sistema di reimpiego del personale in quiescenza anche nei settori civili della pubblica amministrazione e privato a vantaggio dell’intera collettività, che mai come ora necessita di una spese pubblica efficiente e produttiva. Quindi perché non utilizzare maestranze che sono ancora in grado di aiutare a crescere il nostro Paese?

Possiamo studiare un sistema tecnico organizzativo che concili tutto questo in breve tempo partendo dalle esigenze  e arrivando a concepire progetti esecutivi rapidi da attuare. Possiamo aprire un nuovo capitolo nella storia di questo nazione che vanta tante glorie e ancora può stupire per come reagire alle sfide del nuovo millennio. Lo possiamo fare con il personale precario militare che già ha delle ottime competenze e con il personale in ausiliaria e quiescenza delle FFAA e FFPP. Prima però una priorità rapida e urgente.

Eliminiamo presto il precariato militare a tutti i livelli, gradualmente e  anche con forme diversificate, facendo vedere a questi uomini che lo Stato oltre ad essere grato per i loro servigi, li vuole ancora bene come propri figli e per questo darà una risposta concreta in breve tempo. Facciamo vedere a questi servitori silenziosi dello Stato che non valgono meno di una squadra di calcio per la quale la mobilitazione sarebbe stata immediata. Non è cosi?

 

Comm.Ps. G. Pino (segr.Supu)                 T.V. Falco Rosso

 

Quindi tutti in marcia!

 

 

Da qui non si passa!

 

               

 

 

 

 

 

 

           

 

          

 

         

 

        

 

        

 

 

     

 

    

 

   

 

  

 

 

 

 

                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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