LE FORZE ARMATE PER LA SOCIETA’

DAL PROGRAMMA CULTURALE MILITARE INTERFORZE

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“LE   FF.AA.  PER LA SOCIETA’”

AL PROGETTO DI UN MODELLO DI INTERVENTO

OPERATIVO ED ORGANIZZATIVO

SINTESI

PREMESSA

Con la soppressione della coscrizione obbligatoria è venuto a mancare il raccordo storico tra società civile e FFAA con conseguenze diverse ma aventi tutte in comune la perdita di quei valori che hanno caratterizzato quella esperienza fondamentale nella vita di ogni cittadino. Il nuovo ruolo assunto dalle FFAA e quindi dai cittadini in divisa rischia di divenire marginale, frainteso, nullo o  addirittura contrastato nella vita della società civile e non solo nel pensiero ma talvolta anche in forma diversa, di distacco, di intolleranza nelle sue diverse forme anche incivili e di rilevanza penale.

La società moderna spesso non offre adeguatamente ai giovani e allo loro istanze crescenti momenti formativi culturali indirizzati alla componente militare in cui si evidenzia l’elemento umano nei suoi valori di dedizione alla società e quindi ad ogni cittadino, per la difesa della libertà e lo svolgimento della vita quotidiana in sicurezza e nel rispetto delle regole imposte dalle leggi.

RICERCA

La ricerca parte dalle seguenti linee ispiratrici : la prima è quella prevista dal Libro Bianco sulla Difesa che prevede l’aumento della comunicazione e propaganda militare a seguito della soppressione del servizio di leva, la seconda sempre prevista dalla stessa fonte riguarda gli scopi della pubblicistica militare. La terza, sempre contemplata nel Libro Bianco prevede una maggior attenzione verso il settore della comunicazione e della pubblica informazione.

Particolarmente sulla comunicazione viene affermato che:

“Le Forze armate italiane si trovano a dover fare i conti con una tradizione di diffidenza pregiudiziale a carico dell’istituzione militare e della stessa funzione militare. Ma, nel contempo, i nuovi compiti, che vanno dal controllo dell’immigrazione alle missioni di peace-keeping, hanno indotto profondi cambiamenti ed attribuito al mondo militare una forte visibilità. I nuovi impegni delle FFAA creano le condizioni per una diversa considerazione, anche da parte della stampa particolarmente interessata alle missioni militari all’estero. Ecco perché i militari devono rivedere il proprio modo di comunicare, acquisendo gli strumenti necessari a gestire con professionalità la “mission” che le esigenze internazionali e la Nazione richiedono loro. Parimenti, un sempre più elevato livello di professionalità è indispensabile a livello nazionale ed anzi viene preteso da quelle leggi che recentemente hanno rivoluzionato il modo di intendere la comunicazione istituzionale.”

A queste linee è stata congiunta quella che rappresenta l’esperienza vissuta nel corso di più anni nel mondo della ricerca e della formazione dove sono stati rilevati  elementi di disagio sociale e di insoddisfazione generale manifestati dai giovani nel corso delle loro esperienze di vita da un lato, mentre coesistono posizioni di interesse nel conoscere le esperienze delle organizzazioni militari nei loro diversi aspetti. Si tratta di aspetti importanti nella formazione dei valori di cittadinanza e di convivenza civile. Nel nuovo processo di collegamento tra società militare e civile sono stati previsti tutti gli organismi pubblici e privati da coinvolgere, le attività da eseguire e le relative modalità, le previsioni economiche che risultano interessanti in quanto variano da interventi di costi minimi a costi zero.

Al di là di quanto descritto e previsto nel corso dello studio risulta interessante se non strategico l’analisi dei risultati che prevede la costruzione di un  robusto anello culturale tra le due società, militare e civile con contributo essenziale nello svolgimento ordinato della vita sociale del Paese.

Le nuove generazioni di giovani non incontrano più nel loro percorso formativo l’assolvimento dei compiti di leva e pertanto nella loro crescita è venuto meno quella esperienza di vita formativa  nell’organizzazione militare che al di là dell’obbligatorietà che lo caratterizzava aveva una ricaduta educativa sulla vita sociale. Infatti tale esperienza comunque la si voleva considerare era percepita come una scuola di vita che accresceva le responsabilità nell’individuo nella sua fase  di prima maturità, abituandolo a confrontarsi ad  una realtà diversa dalla sicurezza della vita familiare

Al fine di non disperdere l’importante fase formativa costituita dal vecchio servizio militare  obbligatorio, oramai non più previsto dalla legge, si è pensato di proporre  con il presente studio, una veste sostitutiva formativa più morbida e diffusa che su base volontaria riuscisse a trasmettere  un’esperienza sostitutiva in forma divulgativa e anche di partecipazione alla vita militare, vissuta come parte  essenziale dell’apprendimento e supportata da esperienze di partecipazione indiretta e diretta nella scelta della specialità- FA.

L’ambito di applicazione avrà luogo  principalmente nei diversi percorsi di studio e di formazione e  nel corso di apposite manifestazioni, divenendo nuovo strumento comunicativo militare .

Altro aspetto importante e una migliore distribuzione delle informazioni sul reclutamento che essendo supportate da elementi di dettaglio e di confronto consentono in un arco di tempo distanziato una migliore comprensione dell’ambiente militare e quindi una scelta più mirata  e responsabile, con  intuibili benefici sia per il singolo che per la FA.

L’avvio del presente progetto potrà anche essere considerato come punto di inizio per trattare  argomenti che interessano l’organizzazione delle FFAA nella nuova veste professionale, riconsiderando l’organizzazione interna  per la flessibilità in alcune funzioni e per la valutazione di nuove forme di  “outsourcing interno” che opportunamente predisposte potranno costituire titolo di novità, funzionalità e di economia di spesa.

L’immagine che potrebbe venire fuori dall’applicazione del presente progetto per le FFAA potrebbe aprire nuovi spazi di proponimento e di soddisfazione di ampia portata che vanno al di là di quelli tradizionalmente raccolti dalla sola veste comunicativa, in quanto l’interazione con la società , più incisiva e moderna renderebbe duraturo e attivo l’effetto comunicativo trasmesso.

Le FFAA potranno avere una nuova immagine percepita attraverso un nuovo strumento comunicativo complessivo adeguato alle esigenze di una società moderna basata sulla informazione e sul pluralismo. I giovani potranno  usufruire di un nuovo punto di riferimento sia culturale che formativo di cui la società non potrà che trarne un grande profitto non trascurabile in considerazione degli eventi che oggi la caratterizzano.

Questo programma è stato portato a conoscenza dei vertici del Ministero della Difesa sin dall’inizio del 2006.

ESTENSIONE DELLA RICERCA IN AMBITO OPERATIVO ORGANIZZATIVO

Dallo stato attuale di crisi e di emergenze in cui versa il nostro Paese, nonché alla luce degli epocali cambiamenti, anche di natura globale, che interessano anche l’organizzazione e i compiti delle FFAA , appare opportuno estendere questa linea di ricerca che partendo dai punti ispirativi di interesse culturale, voglia anche ricomprendere quella capacità di adattare il nuovo scenario a fattispecie operativa ed organizzativa che consentano di predisporre un sistema di interventi che sia in grado di fornire con scelte efficienti ed economiche un risultato di grande portata che contrasti alle situazioni di disagio nazionale di ogni genere. Questo può essere possibile attraverso un impiego razionale e specifico del personale militare in ruolo e di quello già formato e non impiegato in modo da far emergere un coordinato modello di intervento che non intaccando il modello di difesa previsto, vuole tenere conto di quei processi di reingegnerizzazione  cui le FFAA possono aderire in forma innovativa ed efficiente, alla luce delle direttive e degli intenti dello S.M.D.

In tal senso si è mossa la nostra azione che ha cercato e cerca di riconciliare le esigenze della Difesa con quelle dei singoli militari portati di diritti e di interessi legittimi, alla luce delle esigenze della Nazione. Da questo proposito e dall’esperienza maturata sia nella ricerca scientifica che nella tutela del diritto, sarà nostra cura presentare un modello di intervento che possa essere di alto interesse attuativo sia da parte delle Istituzioni che della società nazionale, ESSENDO AL CONTEMPO STRUMENTO DI PROPONIMENTO RISOLUTIVO PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA CONTINUITA’ DI IMPIEGO  DEI MILITARI ALLA LUCE DEI DETTAMI COSTITUZIONALI.

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