LA NOSTRA PROPOSTA DI INTEGRAZIONE ALLO STATUTO LAVORATORI MILITARI IN 13 PUNTI.

 COMSUBIN

 

CONSULTA dei MILITARI

per la STABILIZZAZIONE UNITARIA DI BASE

INTERFORZE

PROPOSTA DI INTEGRAZIONE all’Art. 26, Comma 2 paragrafo2.

allo STATUTO DEI LAVORATORI MILITARI 

1.      Per personale militare precario si intendono, ufficiali, sottufficiali graduati e militari delle Forze Armate dello Stato o dei corpi armati dello Stato, che sono risultati vincitori di concorso o comunque ammessi a ferma volontarie a tempo determinato,(di almeno 2 anni)    mantengono i limiti di età previsti per gli obblighi di servizio di cui alla legge  10 aprile 1954, n. 113 per gli ufficiali, per la rispettiva forza armata,  mentre per il resto del personale i limite è stabilito dal complesso di norme previste per la rispettiva forza armata, nei vari gradi e nelle varie posizioni di provenienza. ([1]) 

2.      Sono considerati precari anche i militari di qualunque grado, appartenenti alle forze di completamento che hanno svolto almeno gg. 180 complessivi di richiamo alle armi e che non abbiano superato i limiti di età di cui al para1. Sono altresì precari i vincitori di concorso non ancora ammessi al servizio permanente effettivo, da cui si prescinde dal possesso dei requisiti di status di cui al successivo paragrafo 5 e per i quali dovrà essere prevista la loro assunzione entro un anno dalla data di approvazione delle presente legge.

3.      Il personale militare precario deve aver svolto il servizio alle armi  senza demerito e deve aver riportato nell’ultimo documento caratteristico una qualifica finale non inferiore a “Superiore alla media”, se valutati con scheda valutativa, ovvero un giudizio favorevole, se valutati con rapporto informativo; non deve aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per delitti non colposi;

4.      Sarà oggetto di valutazione specifica  le qualità e le attitudini militari e l’eventuale possesso di titoli formativi militari e civili, conseguiti in servizio, come specializzazioni, brevetti , corsi di aggiornamento e di addestramento.

5.      Lo stato di precario include, ai fini dell’individuazione dello status effettivo, una delle seguenti condizioni, in ordine di precedenza:

a)     uno stato di disoccupazione dall’ultimo rinvio alle armi;

b)     uno di stato di occupazione, a tempo determinato. in altra amministrazione dello stato,  o da contratto privato, in corso o già svolta precedentemente, o in più riprese;

c)     una occupazione  da contratto pubblico o privato, a tempo indeterminato di livello inferiore al livello di inquadramento rivestito nel proprio grado, ovvero, nel caso di occupazione autonoma un livello di reddito inferiore al livello previsto dal grado rivestito. Sono categoricamente esclusi gli apparteneti alle FFAA o Corpi armati dello Stato che svolgono servizio continuativo in qualunque posizione di servizio e grado.

 

6.      I precari militari delle forze armate hanno facoltà di optare volontariamente a domanda per la normalizzazione verso una amministrazione civile dello Stato. In questo caso saranno valutate le competenze militari e professionali possedute, al fine di una migliore collocazione verso l’amministrazione più rispondente. L’inquadramento è lo stesso di quello previsto dal grado rivestito. A tal scopo sarà utile la predisposizione di tabelle di equiparazione a cura delle rispettive amministrazioni, ricorrendo anche a  riserve, nei concorsi da bandire, di percentuali significative di immissione di personale, in modo da riuscire a smaltire le intere graduatorie entro cinque anni dall’approvazione della presente legge.

7.      L’impiego del personale militare precario, sarà predisposto  separatamente, con apposita legge di normalizzazione, che ne disciplinerà le modalità, e le valutazioni specifiche, al fine della formazione di una graduatoria a cui si attingerà di volta in volta, sia per l’amministrazione difesa che per l’amministrazione civile dello stato,  nei suoi vari dicasteri, incluse le amministrazioni autonome. Alla fine saranno predisposte graduatorie redatte, una per i precari militari,  per singola Forza armata e arma, corpo, specialità di appartenenza, e  graduatorie per il personale optante per l’amministrazione civile, in forza delle tabelle di equiparazione di livello e ruolo, con gli stessi criteri della graduatoria precedente,  che definiranno gli sbocchi possibili presso i vari dicasteri o amministrazioni autonome dello Stato.

8.      E’ ammesso ,  se e quando possibile, e con i requisiti posseduti,  il trasferimento del personale militare precario in arma, corpo, specialità in  forza armata diversa da quella di provenienza, ovvero con accordo della forza armata di provenienza e   le rispettive amministrazioni, verso le forze di polizia, al fine di un migliore impiego del personale e in funzione degli obiettivi di governo. Tale passaggio potrà anche promosso dai diretti interessati con apposita istanza e motivazioni.

9.      Tutto il personale precario rientrante nelle graduatorie dovrà essere normalizzato entro cinque anni dalla data dell’approvazione della  presente legge.

10.  A tal fine entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, tutti i beneficiari dovranno inviare, pena decadenza, domanda intendente  a confermare la volontà ad essere normalizzati nell’amministrazione difesa o nell’amministrazione civile dello stato. La mancanza di possesso dei requisiti di cui ai paragrafi precedenti  produrrà giudizio di esclusione inappellabile.

11.  La domanda dovrà contenere, grado,  corpo, specialità, stato civile, titoli militari posseduti, ultima data del rinvio alle armi, periodo di servizio complessivamente prestato nelle FF.AA., specificando se vincitori di concorso per ferma volontaria o appartenenti alle forze di completamento o altro, richiami effettuati, incarichi svolti, indicazione circa la volontà a permanere nell’amministrazione difesa o di optare verso una amministrazione civile dello Stato, posizione lavorativa attuale, ogni altro elemento ritenuto utile ai fini della valutazione per la graduatoria finale. Alla domanda potrà essere allegato, anche in seguito, un curriculum vitae e professionale, valutabile separatamente a discrezione dell’Amministrazione statale ed in funzione dell’impiego effettivo, rimanendo in ogni caso il curriculum militare il requisito ufficiale e principale di valutazione ai fini delle graduatorie finali. Sarà cura dell’amministrazione statale, con il contributo della rappresentanza sindacale, predisporre una fac-simile di domanda da utilizzare a tal fine.

12.  Il precariato nelle forze armate potrà essere eliminato con l’abrogazione dei concorsi attuali per ufficiali in ferma prefissata e quelli che prevedono ferme volontarie per i militari di truppa. Il fabbisogno potrà essere sostituito da concorsi che direttamente recluteranno nuovi afflussi di personale solo per le forze di completamento o riserva da costituire appositamente, dove è già chiaro dall’inizio la natura dell’impiego del personale militare. Gli obblighi sono quelli previsti per le attuali forze di completamento, dopo il periodo di prima nomina per gli ufficiali e di formazione specialistica per i militari,  il personale presta servizio per periodi non superiori ad un anno, quindi ritorna alla vita civile ed è disponibile per i richiami  temporanei , in funzione delle esigenze di forza armata, e comunque tali da non permettere l’instaurazione di un rapporto di lavoro con l’amministrazione difesa ([2]). I richiami dovranno essere tutelati per la conservazione del posto di lavoro, cosi come previsto dalle leggi vigenti.

13.  La rappresentanza sindacale dei precari militari fa riserva di elaborare  e presentare una serie di soluzioni adottabili dalle amministrazioni dello stato in considerazioni degli organici attuali in servizio nell’amministrazione difesa e delle altre amministrazioni dello Stato e delle esigenze economiche e di bilancio, in modo da procedere alla normalizzazione complessiva dei precari delle FF.AA. con criteri che agevolino il buon andamento della pubblica amministrazione nel complesso, e che diano modo ad affrontare le emergenze in atto nella società civile, con particolare riferimento alla sicurezza dello Stato nei vari ambiti.

[1] Con la riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 127/97) sono stati cancellati solo i limiti di età per la partecipazione ai concorsi pubblici, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione.  Quindi  per la specialità del rapporto militare, sono stati confermati i limiti di impiego già previsti per singola forza armata e disciplinati dalle apposite norme che ne fissano l’età massima.

[2] Modello in uso con successo negli USA e noto come “reserve” cioè riserva,  da cui attingere il personale in caso di necessità, ma diverso nell’organizzazione dalla quella italiana.



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