STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE MILITARE PRECARIO – UNA IMPORTANTE PROPOSTA

 

 

 

UNA GUARDIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA DEL PAESE COMINCIANDO DALLA STABILIZZAZIONE DEI MILITARI PRECARI?

 

Le polemiche innescate per l’utilizzo di militari dell’esercito per la sicurezza e l’ordine pubblico e le reali esigenze di sicurezza del paese, espresse dal bisogno di pacifica convivenza all’interno delle città e negli altri ambiti territoriali ed economici , fanno si che i tempi siano storicamente maturi per riequilibrare questi ambiti a tutela della libertà e delle risorse socio economiche nazionali.

Questo intervento lascia riflettere dunque su un necessario impiego di personale idoneo ad agire per la sicurezza della comunità nazionale nei settori più a rischio.

L’azione di  intervento dovrà comunque essere attuata in qualche modo e quindi ci sembra maturo di poter proporre la  sperimentazione di  un corpo per la sicurezza nazionale con personale militare appositamente destinato e addestrato per  un servizio di guardia nazionale.

Un corpo di sicurezza nazionale, posto all’interno di ogni singola forza armata (o interforze) a cui far affluire il personale militare precario nelle diverse componenti dagli ufficiali ai vfp, con l’aggiunta del personale dell’ausiliaria, e del personale in esubero agli organici di F.A. [1]

Tutto questo deve avvenire considerando una stabilizzazione militare volontaria, plurifasica che preveda una diversificazione di impiego:

a)rientro nella FA di provenienza,

b)inserimento nell’istituendo corpo di sicurezza nazionale,

c) impiego nella P.A. in settori a corto di organico (es. giustizia)

Presupposto della stabilizzazione è quella di lasciare libera la scelta al personale avente diritto di scegliere tra il rientro in servizio nelle F. A., o nella amministrazione civile della P.A., tenendo presente che nell’ottica in cui ci si muove sia auspicabile agevolare la stabilizzazione militare considerando, nell’interesse generale, la valutazione delle attitudini militari come elemento essenziale della stabilizzazione militare, il possesso di titoli di specializzazione militare, missioni all’estero, richiami,curriculum militare e professionale spendibile nell’A.D., tenendo conto degli anni di effettiva disoccupazione dall’ultimo congedo.

Quindi occorre far cessare il precariato militare attraverso il reclutamento di personale a ferme a tempo determinato nelle FFAA, e alimentare  fabbisogni tabellari di ufficiali subalterni  e militari delle FFAA dagli ufficiali ausiliari  e dai vfp. che hanno prestato servizio, specie negli ultimi anni, con inserimento in percorso formativo operativo per l’equiparazione con il servizio permanente effettivo; regolamentare il reclutamento di personale militare per esigenze temporanee direttamente nelle forze di completamento – riserva senza che si vengano a creare nuovi meccanismi di precariato.

 

Il corpo della sicurezza nazionale posto con dipendenza organica all’interno di ogni FA (o interforze) ,e quindi dal ministero della difesa, sarà impiegato in compiti di oo.pp. e sosterrà tutti quegli interventi dove la comunità nazionale  necessita  di una presenza forte e organizzata militarmente. Personale militare con compiti di p.s. e funzioni di p.g., che sarà impiegato in modo flessibile, a disposizione degli altri ministeri richiedenti e degli ee.ll. sulla scorta dei loro obiettivi territoriali. Vorremmo segnalare dei settori specialistici di  intervento, particolarmente  a rischio oltre la sicurezza nelle città,  come la sicurezza stradale, l’ambiente e l’ecologia, la sicurezza nei luoghi di lavoro,  controlli di immigrazione clandestina, in ambito sanitario. In molti di questi  settori si registrano ingenti perdite di vite umane si assommano costi sociali e di intervento pubblico non indifferenti.

Si immagini come sarà più agevole procedere alla bonifica di aree territoriali a rischio criminalità, ambiente, ecc., colmare il vuoto di domanda di sicurezza nei fine settimana, nei periodi di vacanza e nelle particolari esigenze che si vengono di volta in volta creare nel paese.

 

Detto corpo integra le mancanze di organico delle FFOO e le carenze d intervento e controllo in alcuni settori importanti della vita economica e sociale del paese, evitando anche l’aggravio economico derivante da inefficienze di settore  e contribuendo a recupero di  introiti per le mancate rilevazioni di violazioni di legge specifiche; migliora e risolve il bisogno di sicurezza reale nel paese , dalle strade agli ambienti a rischio; contribuisce alla salvaguardia della vita umana nei diversi ambiti di civile convivenza, evita la snaturalizzazione dei compiti delle FFAA fermando ogni sorta di polemica in merito; riequilibra gli esuberi delle FFAA senza  alterare alcun funzionamento delle stessa amministrazione Difesa e delle  FFOO, ha flessibilità di costo e di impiego, quindi non solo non peserà nel bilancio dello Stato ma anzi determinerà un rientro economico dovuto alle continue modalità di controllo effettuate nei vari ambiti;  recupera  risorse umane militari formate e motivate, stabilizza i precari militari storici,  dando finalmente respiro al godimento di diritti sino ad ora preclusi,e chiudendo in modo efficiente equo e soddisfacente per tutti le categorie di personale, una questione che rischia di impantanarsi in una storia senza fine. Per la definizione della nostra proposta è pronto un documento di programma appositamente studiato e preparato.

 

T.V. Falco Rosso


[1] Le componenti del personale militare precario sono costituite dagli ufficiali risultati vincitori di concorso per ferme volontarie a tempo determinato, gli ufficiali delle forze di completamento con particolari requisiti, il personale del corpo militare della CRI, militari volontari ammessi a ferme a tempo determinato , inclusi militari ausiliari dell’arma dei  carabinieri

 

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