COME SIAMO ORGANIZZATI PER SOSTENERE LA NOSTRA POSIZIONE PER LA STABILIZZAZIONE

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XVIII° LEGIO “vis et SPES 

“Volontari in stabilizzazione e

Servizio permanente effettivo subito” 

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Parte dall’esperienza importante portata avanti dai precedenti  comitati precari ffaa,  dal fuori 519, ecc. che alla luce delle previsione normative del comma 519 L.F., si sono prodigati  nelle varie vicissitudine politiche a  far emanare una legge che era si aderente alla legge finanziaria ma anche riscontrava nelle diverse rappresentanze due modi diversi di porre la risoluzione del problema, su basi chiaramente disegnate sul confronto dei requisiti posseduti dalle diverse categorie aventi diritto e non sul principio generale del diritto che deve prevalere su molteplici cardini e non  deve essere posto sotto la sfera soggettiva o circoscritto a gruppi ristretti , rischiando in tali casi di ingenerare fenomeni di squilibrio sociale , e giuslavorativi che ben lontano si pongono dai nostri obiettivi.

1.    Non vogliamo alterare il meccanismo di reclutamento delle FFAA, a meno di rivederne il sistema generale, pensiamo invece di proporre un approccio di tipo eccezionale in considerazione di alcuni importanti elementi.

2.    Il nostro paese attraversa un periodo di ripensamento e ha bisogno di modernizzazione nel contesto internazionale in  continuo advenire in cui è inserito.

3.    In tale contesto diversi settori dello Stato necessitano di sostegno, revisione, sicurezza e legalità in modo urgente ed incisivo, perché direttamente collegati con la vita economica e sociale .

4.    La finanziaria al c.519 benchè non applicabile direttamente alle FFAA ha aperto una volontà politica di grande impatto sociale che vede l’inizio di un processo di stabilizzazione al rapporto di impiego. Tale volontà non è stata correttamente inquadrata nel sistema dei benefici rimanendone ristretta nell’arco temporale a soli cinque anni, tagliando fuori quindi la parte più debole costituita da precari storici che invece si vedrebbero negare il diritto alla stabilizzazione già maturato e non rispettato alla luce dei dettami costituzionali .vigenti.

5.    Generazioni di militari  precari sono a rischio perché oramai collocati in fasce critiche di età  e non è più loro prospettabile un  ulteriori rinvio alla stabilizzazione definitiva.

6.    Nell’ottica di contenimento della spesa pubblica si evidenziano elementi importanti come quello dell’impiego delle risorse basato su criteri di analisi costi-benefici e di buon andamento della P.A. Il recupero di unità già formate è senz’altro un fattore di grande rilevanza in questo processo di stabilizzazione militare.

7.    Una forma di stabilizzazione è già avvenuta solo per alcuni colleghi dell’Arma dei Carabinieri, lasciando insoddisfatti sia altri colleghi di FA che gli altri appartenenti alle FFAA, dando luogo ad un grave fenomeno di disuguaglianza tra i cittadini in uniforme. 

Proponiamo quindi un impiego dei militari precari delle FFAA, quando non asservibile alla FA di provenienza direttamente, in alcune funzioni:

a)    la prima nasce dalla necessità di rafforzare le FFOO (pacchetto legalità), che può essere raggiunto con due strade alternative, agevolando i transiti del personale militare precario verso detti apparati ovvero provvedere alla costituzione di un corpo di sicurezza militare che gradualmente allontani i carabinieri,  attuali addetti dai compiti di p.m. verso l’Arma di provenienza, generando quindi un flusso di rientro – rinforzo, per lasciarli, in sostituzione, ai militari precari .

b)    La seconda invece è quella di impiegare come definito al punto 3 il personale militare precario in compiti di sicurezza nazionale  sia in via innovativa , sia in via consolidata come già avviene in alcuni paesi modernamente organizzati, inquadrati in un ruolo apposito.

Su queste ipotesi è in corso l’elaborazione di un attento documento di  studio e valutazione.

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