Chiediamo un futuro, una famiglia, per servire le famiglie del Nostro Paese. Dateci una s.p.e.ranza per il nostro avvenire………….

Nell’ultimo Angelus del 2007 Benedetto XVI afferma.”Il bene della persona e della società è strettamente connesso alla buona salute della famiglia”

Papa Ratzinger: Difendere la Famiglia .

Dateci la possibilità di costruire un futuro, una famiglia,  di garantirla per chi l’ha   già costituita  con bambini al seguito. Molti di noi militari  precari sono persone che hanno un curriculum studiorum di tutto rispetto, alcuni hanno anche specializzazioni post laurea , master, altri corsi di formazione e brevetti di  natura militare il cui onere sostenuto non è stato opportunamente impiegato, sia dal lato del possessore che sopratutto dal lato della pubblica amministrazione. Dopo aver superato selezioni minuziose e rigorose abbiamo prestato servizio all’interno della forza armata di appartenenza e ci siamo fatti conoscere per come abbiamo operato e svolto con dedizione gli incarichi affidati, abbiamo dato prova di fedeltà alla Repubblica, abbiamo portato con la nostra  presenza, carica di valori umani e sociali , pace, buon senso e tanta, tanta comprensione verso chi più aveva bisogno. Abbiamo sopportato disagi, tensioni e difficoltà senza fiatare, lavorando sempre e in ogni modo, sia sul territorio nazionale che all’estero. Abbiamo dimostrato il nostro attaccamento alla vita militare come esempio di grande condivisione effettuata con grande spirito di sacrificio e di servizio alla comunità nazionale.  Essendo oggi ultratrenntenni e anche di più, non siamo facilmente accettabili da un mercato del lavoro transnazionale che essendosi costruito troppo sulla flessibilità del rapporto di impiego, protratta oltre limiti “fisiologici” non può socialmente essere considerato per chi ha raggiunto età che, anche se in piena forza di rendimento, non sono computate opportunamente da una posizione di estrema rigidità ed anche provincialità dalla gran parte dell’offerta di lavoro, che tra un eccesso di domanda può certamente privilegiarsi dal selezionare solo la parte più giovane anche se priva di esperienza significativa. Questo comportamento non può essere l’unica regola a cui si inspira anche la pubblica amministrazione che deve preoccuparsi sia del buon andamento e nella volontà politica, anche della questione che socialmente  riguarda una generazione “a rischio”, colpita da complessi fenomeni di contrazione occupazionale.  Oggi  questi ultimi coinvolgono i suoi appartenenti, i suoi cittadini, i suoi servitori in uniforme, confermati da una storia ricca di elevati esempi di valore , rappresentano la forza attraverso la quale si esprime la libertà, la democrazia ,  il funzionamento della vita del Paese, la tutela dai pericoli esterni e dalle avversità interne. Avete avuto modo di conoscerci, siamo figli di questo Paese a cui abbiamo dato e mantenuta fedeltà, quella fedeltà che ci ha fatto urlare dal profondo del nostro essere quel modo di vivere e servire una comunità che si chiama Patria,  da cui vorremmo avere un segno di gratitudine che ci manifestasse l’affetto con cui l’abbiamo entusiasticamente servita, senza rimarcarne i sacrifici sopportati e tutti gli imprevisti. Siamo gente  che ha dato e che è disposta a dare molto, senza protestare e senza alzare la voce, e quando richiesto, con impegni straordinari,  si è arrivati anche al sacrificio della vita, come dei nostri colleghi  hanno  già ampiamente mostrato.  Un lavoro, una famiglia, sono i cardini della società basata sull’amore, sulla crescita e sulla giustizia e di questo non potete tenerne conto, per questo accoratamente chiediamo che la nostra speranza diventi la certezza con cui ci vorrete accogliere nel rispetto della Costituzione, della legge e della Vostra grande sensibilità umana e responsabilità politica.

Resta chiaro che i problemi da risolvere gravano sulle spalle di chi li vive e chi è chiamato a decidere per la loro risoluzione  deve captare i segnali di disagio, adattandoli alla norma per avvicinarli all’uomo . Questa è una sana politica che auspichiamo si diffonda nel nostro Paese in tutti settori dove regna l’emergenza.

Su questo commento attendiamo ordinatamente  e compostamente, tutti insieme, un gesto di grande solidarietà politica in un momento storico in cui tutto questo non può passare inosservato.

30 dicembre 2007

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