AFFONDATO IL COMMA 519

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Contestato, attaccato da ogni parte, criticato, portato nelle aule dei tribunali, svilito, esaltato, discusso, interpretato, il comma 519 è giunto alla su fine per l’applicazione alla stabilizzazione del personale militare in stato di precarietà di impiego. Usato inizialmente per far valore le ragioni degli ufficiali delle FFAA, solo in microscopica parte è stato fatto valere anche per i militari e graduati. Anche se la norma è stata scritta con grande limitazione e circoscrizione temporale nei confroti dei reali beneficiari,  sottolineandone la sua limitatezza e anticostituzionalità, nessuno può discutere che essa stessa ha avuto il merito e il pregio di aprire e qualificare il fenomeno del precariato che dalla P.A. si è spostato alle FFAA per le quali , fra l’altro non poteva essere applicato in quanto facenti parti di legislazione speciale. Il governo in carica non ha risparmiato nessun colpo contro questo comma che ha dato tanto fastidio sia per le modalità esecutive sia per le posizioni limitate e clientelari che lo contraddistinguevano. Dopo queste vicissitudini possiamo oramai dire che la nostra battaglia, benchè fossimo esclusi per una parte di noi da questa norma, è conclusa su questo fronte, avendo acquisito lo strumento all’avanguardia dello statuto dei lavoratori militari che parifica il lavoro svolto dal personale militare in condizioni di temporaneità come elemento di normalizzazione (non stabilizzazione) al lavoro a tempo indeterminato. A questo strumento si arriva dopo tante riunioni, contese, discussioni accanite e partigiane, ben lontano dagli intenti che ci hanno visto muovere dallo scorso dicembre 2007, periodo in cui ci siamo costituiti a difesa di quelli che il 519 non nominava  neppure.

Oggi siamo all’avanguardia, abbiamo lo statuto e abbiamo dato il nostro contributo che alla luce della legge e dei valori che condividiamo, ci hanno permesso di definire gli elementi cardini del precariato militare a cui nssuno è stato escluso o possa sentirsi essere stato emarginato. Una battaglia condotta inizialmente da pochi che accomunati dall’intento di affrontare la questione con radicalità e con i contributi svolti da chi per anni studia e ricerca le soluzioni per l’equiparazione del periodo di lavoro svolto all’interno delle FFAA con il restodella P.A. Oramai dopo questo inferno di fuoco, rimettiamo le nostre speranze allo Statuto dei lavoratori militari, arma tirata fuori dal nostro comandante, il generale Pappalardo che con le giuste mosse ha saputo cogliere il segno giusto per condurre una battaglia, con le dovute accortezze e potenzialità, a cui siamo fieri di aver dato il nostro piccolo contributo,  e che nell’insime speriamo e crediamo sarà quello definitivo. La parola ora al parlamento dove si vedrà il senso di grastitudine da parte delle istituzioni sul contributo che tanti giovani hanno dato a questo paese, mostrando la sua identità e i suoi valori attraverso quell’impegno che ci ha visto partecipare con successo e con meriti e rispetto a tutti i compiti istituzionali  e le missioni nazionali e internazionali di ogni genere. Le FFAA sono oramai professionali e gli intenti di chiudere con il precariato nella P.A. oramai definiti e chiari.

Adesso siamo all’ora dei conti e mentre continuiamo arimanere vigili al nostro posto, auspichiamo che l’attenzione per questi figli della Patria abbia la giusta notazione degna del nostro paese.

Nessuno si deve permettere di dire però che il problema principale sono i fondi che mancano e che l’amministrazione statale non può far fronte alla eliminazione del precariato militare fino a quando esisteranno spechi e posizioni di privilegio che aumentano e crescono a dismisura. Nell’apparato statale ci sono infatti molteplici remunerazioni che vanno al di la di ogni logica produttiva o di rendimento in rapporto al servizio reso, logiche di continui aumenti e privilegi quando c’è chicome noi non sa se avrà un futuro dignitoso e decoroso. Ciò nonostante abbiamo elaborato un piano di inserimento graduale del blocco precari nell’arco del tempo a cui assicuriamo un impiego altamente remunerativo, in termini di servizi resi, in termini di risorse economiche recuparte , in termini di progresso che daremo alla società in questo particolare momento storico.

Consultate:

Assurdità e verità incredibili


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